LA CELIACHIA

LA CELIACHIA

Come avrete notato, cerchiamo ogni settimana di pubblicare articoli e approfondimenti che possano esservi utili. Ci piacerebbe anche rispondere a vostre domande o curiosità, oppure se avete argomenti che vi interessano potete proporceli e cercheremo di approfondirli. Inoltre se avete esperienze personali inerenti i nostri articoli saremmo contenti di leggerle tra i commenti.

 

La celiachia è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine è la frazione proteica alcol–solubile di grano, orzo e segale. Questo complesso proteico, che quindi si trova principalmente in alimenti a base di frumento come pane, pasta, pizza, biscotti e snack dolci e salati, causa una risposta infiammatoria abnorme a livello dell’intestino tenue. La risposta immunitaria genera un’infiammazione cronica che, a sua volta, danneggia i tessuti dell’intestino e porta alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento dei nutrienti. Un celiaco quindi, oltre al danno diretto, subisce un consistente danno indiretto perché non è in grado di assorbire sostanze nutritive e quindi rischia la malnutrizione. Se non è diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, la celiachia può avere conseguenze importanti, anche irreversibili, come il linfoma intestinale.

La celiachia viene nominata per la prima volta da Areto di Cappadocia, che nel 250 d.C. scriveva dei koiliakos, “coloro che soffrono negli intestini”. Nel 1856, Francis Adams tradusse questo termine dal greco all’inglese, coniando l’espressione “celiaci”. Solo nel 1945, il pediatra olandese Willem Karel Dicke identificò nella farina di frumento l’agente responsabile dei sintomi nei bambini celiaci.

La celiachia può essere identificata con sicurezza attraverso la ricerca sierologica e la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti in corso di dieta comprendente il glutine. Il tasso di diagnosi della malattia è in aumento e questo proprio per la diffusione della stessa piuttosto che per maggiore consapevolezza dei pazienti.  L’1% della popolazione mondiale soffre di celiachia, è diffusa in paesi come la Svezia e la Finlandia e anche molto in India.

La dieta aglutinata è l’unica terapia disponibile per la celiachia, va eseguita con rigore per tutta la vita. Adesso nel campo della ricerca si stanno creando delle terapie farmacologiche (testate su esseri umani) in quanto in alcuni casi la dieta non è sufficiente a contrastare la malattia.

Le persone celiache tendono anche a sviluppare malattie autoimmuni più frequentemente della popolazione generale: la tiroidite autoimmune, il lupus sistemico eritematoso, il diabete di tipo 1, epatiti, artriti. L’associazione tra queste malattie e la celiachia può anche avere una natura genetica.

Adesso qualche consiglio.

Fino a un paio di anni fa per i celiaci l’alimentazione era cosa assai complicata dentro le mura domestiche, figuriamoci nella vita sociale. Adesso la situazione si è sicuramente semplificata e anche, parlando dei ristoranti per esempio, migliorata a livello gastronomico. Inoltre esistono molti negozi esclusivamente dedicati a prodotti alimentari senza glutine. Quando si mangia fuori si “delega” ad altre persone il proprio controllo e la propria attenzione sulla preparazione degli alimenti.
Anche in questi casi è opportuno seguire alcuni accorgimenti per tutelare la propria salute, come ad esempio:

  • Presentarsi come celiaco e comunicare sempre la propria intolleranza
  • Accertarsi di non mangiare pasta senza glutine o riso cotto nell’acqua della pasta comune
  • Fare attenzione che pesce e carne non siano stati infarinati o impanati con prodotti contenenti glutine
  • Fare attenzione che cibi fritti, anche se impanati o infarinati con prodotti senza glutine, non vengano fritti in oli usati per fritture comuni
  • Diffidare di piatti contenenti salse (spesso addensate con prodotti contenenti glutine)
  • Chiedere di poter parlare con il cuoco per sciogliere eventuali dubbi

 

Al-Bawardy B, Codipilly DC, Rubio-Tapia A, Bruining DH, Hansel SL, Murray JA.

Celiac disease: a clinical review. Abdom Radiol (NY). 2017 Feb;42(2):351-360.