SINDROME DEL BURNOUT

 

 

 

 

SINDROME DEL BURNOUT

La traduzione italiana della parola “burnout”, che comunemente avviene con il termine “bruciato” (o anche “scoppiato” o “andato in cortocircuito”), permette di descrivere parte delle sensazioni vissute da chi sperimenta lo stato di questa sintomatologia.

La “sindrome del burnout” è una tipologia specifica di disagio psicofisico connesso al lavoro che interessa, in varia misura, diversi operatori e professionisti che sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano le relazioni interpersonali.

Tale problematica è stata descritta inizialmente da H. Freudenberge  e da C. Maslach che notarono un forte disagio su alcuni operatori di un istituto di igiene mentale. Questo problema è stato riscontrato in modo predominante in coloro che operano in ambiti sociali e sanitari come medici, psicologi, assistenti sociali, esperti di orientamento al lavoro, fisioterapisti, operatori dell’assistenza sociale e sanitaria, infermieri.

Il contatto costante con le persone e con le loro esigenze, l’essere a disposizione delle molteplici richieste e necessità, sono alcune delle caratteristiche comuni a tutte quelle attività che hanno come obiettivo professionale il benessere delle persone e la risoluzione dei loro problemi.

Questo tipo di sindrome è legata a questi specifici lavori perché origina dall’entrare in contatto con le problematiche dolorose degli altri esseri umani. Quindi ha a che fare con l’empatia e con una mala gestione di questa, cioè si finisce con il prendersi carico dei problemi degli altri fino ad arrivare ad esserne sopraffatti.

La “sindrome del burnout” rappresenta una vera e propria forma di esaurimento.

Il burnout ha manifestazioni specifiche:

-Un deterioramento progressivo dell’impegno nei confronti del lavoro. Un lavoro inizialmente importante, ricco di prospettive ed affascinante diventa sgradevole, insoddisfacente e demotivante. Si ha la sensazione di non dare il meglio di se stessi.

-Un deterioramento delle emozioni. Sentimenti positivi come per esempio l’entusiasmo, motivazione e il piacere svaniscono per essere sostituiti dalla rabbia, dall’ansia, dalla depressione.

L’individuo che soffre di questa patologia deve rivolgersisi a specialisti nell’approccio di questi sintomi (soprattutto quelli di stampo psicologico). Contemporaneamente, con un po’ di impegno personale, ci si può sforzare di non cadere in questa spirale di bassa autostima e disperazione, tentando di regolare le proprie giornate, nonostante gli impegni ed i problemi, favorendo un comportamento che tenga conto delle proprie necessità personali. Per esempio:

  1. Ritagliarsi sempre un proprio spazio nel corso della giornata di almeno 30 minuti per staccare la spina
  2. Dormire almeno 6 ore a notte
  3. Imparare a tenere sotto controllo la respirazione per calmare i nervi. Aiutano molto in questo caso le pratiche di meditazione.
  4. Mantenere il più possibile un atteggiamento ottimista
  5. Concentrarsi sui propri obiettivi e non perderli mai di vista
  6. Non arrendersi davanti alle prime difficoltà.
  7. Focalizzarsi sui piccoli piaceri e renderli la base della propria (crescente) soddisfazione.
Bianchi R, Schonfeld IS, Laurent E. Burnout-depression overlap: a review. Clin
Psychol Rev. 2015 Mar;36:28-41.


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Sindrome delle apnee ostruttiva del sonno (OSA)

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Cerchiamo ogni settimana di pubblicare articoli e approfondimenti che possano esservi utili. Ci piacerebbe anche rispondere a vostre domande o curiosità, oppure se avete argomenti che vi interessano potete proporceli e cercheremo di approfondirli. Inoltre se avete esperienze personali inerenti i nostri articoli saremmo contenti di leggerle tra i commenti.

È un disturbo del sonno che comporta la cessazione o una significativa diminuzione del flusso d’aria in presenza di sforzo respiratorio. È caratterizzato da episodi ricorrenti di collasso delle vie aeree superiori durante il sonno e associati a de-saturazione di ossiemoglobina e risvegli dal sonno.

I sintomi notturni possono includere:

  • Russamento, di solito rumoroso, abituale e fastidioso per gli altri
  • Apnee evidenti, che spesso interrompono il russare e terminano con uno sbuffo
  • Sensazioni di soffocamento e soffocamento che destano il paziente dal sonno,
  • Nicturia
  • Insonnia e sonno irrequieto

I sintomi diurni possono includere:

  • Sonno non ristoratore (cioè, “svegliarsi stanchi come quando si è andati a letto”)
  • Mal di testa mattutino, secchezza o mal di gola
  • Eccessiva sonnolenza diurna che di solito inizia durante attività tranquille (come leggere, guardare la televisione); man mano che la gravità peggiora, i pazienti iniziano a sentirsi assonnati durante attività che generalmente richiedono attenzione (ad esempio, scuola, lavoro, guida)
  • Stanchezza
  • Deficit cognitivi; memoria e deficit intellettivo (memoria a breve termine, concentrazione)
  • Diminuzione della vigilanza
  • Confusione mattutina
  • Personalità e cambiamenti di umore, inclusi depressione e ansia
  • Disfunzione sessuale, tra cui impotenza e diminuzione della libido
  • Reflusso gastroesofageo
  • Ipertensione

Sebbene l’esame obiettivo in genere sia normale nei pazienti con OSA, si riscontra la presenza di obesità (indice di massa corporea:> 30 kg / m2), una circonferenza del collo allargata (uomini:> 43 cm; donne:> 37 cm) e ipertensione.

Ma possono essere presenti altre co-morbidità:

  • Aumentato punteggio di Mallampati: maggiore difficoltà nell’intubazione tracheale
  • Restringimento delle pareti delle vie aeree laterali: predittore indipendente della presenza di apnea ostruttiva del sonno negli uomini ma non nelle donne
  • tonsille ingrandite (cioè “bacianti”)
  • Retrognazia o micrognazia
  • Ampio grado di overjet
  • Palato duro ad arcata alta
  • Ipertensione arteriosa sistemica: presente in circa il 50% dei casi di OSA
  • Insufficienza cardiaca congestizia
  • Ipertensione polmonare
  • Ictus
  • Sindrome metabolica
  • Diabete mellito di tipo 2

Per diagnosticare l’OSA è necessario uno studio del sonno o polisonnografia notturna. Per il trattamento dell’OSA: quelli con apnea lieve hanno più opzioni, mentre le persone con apnea da moderata a grave devono essere trattate con pressione positiva continua delle vie aeree nasali (C-PAP).

Misure conservative possono aiutare a gestire o prevenire l’OSA:

  • Evitare la posizione supina
  • Dormire in posizione inclinata per i pazienti marcatamente obesi
  • Evitare e/o smettere di fumare
  • Evitare alcol e altri sedativi (in particolare 4-6 ore prima di andare a dormire)
  • Evitare la privazione del sonno

Le misure meccaniche utilizzate nel trattamento dell’OSA:

  • C-PAP nasale: opzione di trattamento standard
  • Pressione bi-level positiva delle vie aeree (B-PAP)
  • Terapia con apparecchi orali

I farmaci non fanno generalmente parte delle raccomandazioni sul trattamento primario per OSA. Tuttavia, gli stimolanti del sistema nervoso centrale (ad esempio, modafinil, armodafinil) o solriamfetolo (un inibitore del reuptake della dopamina / noradrenalina) possono essere considerati per uso aggiuntivo per il trattamento della sonnolenza diurna eccessiva.

L’intervento chirurgico per OSA include:

  • Ugulo-palato-faringoplastica
  • Ricostruzione craniofacciale con avanzamento della lingua o delle ossa maxillo-mandibolari
  • Tracheotomia

Fonte: https://emedicine.medscape.com/article/295807-overview

Intolleranze alimentari

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Le intolleranze alimentari sono reazioni dell’organismo verso alcuni alimenti o componenti alimentari. Esse si verificano quando l’organismo non è in grado di assorbire o assimilare correttamente una sostanza. Ciò ne causa un accumulo nel tempo, fino a un livello massimo oltre il quale compaiono i sintomi. I livelli scatenanti la sintomatologia sono molto soggettivi ed è per questo che le persone che hanno un’intolleranza possono spesso sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione senza sviluppare sintomi.
Non vanno confuse con le allergie alimentari, il cui meccanismo è legato all’attivazione del sistema immunitario. Per questo, in genere, chi è allergico deve eliminare completamente dalla propria dieta il cibo incriminato, poiché anche piccole quantità scatenano le reazioni immunitarie.
La sintomatologia è simile a quella che compare nelle allergie ed è molto varia. Possono comparire: gonfiore addominale, meteorismo, stipsi o diarrea, nausea, crampi allo stomaco, cefalee. Ma anche disturbi dell’umore, dolori articolari, mal di gola, bronchiti ricorrenti e asma. Le due intolleranze più diffuse e riconosciute sono quelle al lattosio e al glutine.
L’intolleranza al lattosio (lo zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati) è dovuta a un deficit dell’enzima che normalmente permette la digestione di tale zucchero che, non essendo per questo motivo assimilato, richiama liquidi per effetto osmotico. Inoltre, nell’intestino fermenta con produzione di gas. Causa quindi disturbi gastrointestinali quale gonfiore, dolore intestinale, meteorismo, diarrea.
Il glutine è una proteina presente in frumento (grano), segale e orzo. Si trova principalmente negli alimenti, ma la sua presenza può anche essere riscontrata in altri prodotti come farmaci, vitamine e integratori. Le persone con sensibilità al glutine hanno problemi in caso di consumo di questa proteina, ma si tratta di un disturbo completamente diverso dalla celiachia e la stragrande maggioranza delle persone che ne soffrono non diventerà mai celiaca.
Un’altra intolleranza diffusa è quella al nichel. Il nichel è un metallo presente in molti alimenti (vegetali e pesci) oltre che nei prodotti confezionati, nei detersivi, detergenti e cosmesi. È molto usato, purtroppo, anche nei terreni e nelle tecniche di conservazione o di lavorazione. Tra i sintomi più ricorrenti sono da citare: pruriti e dermatiti su tutto il corpo, asma, acufeni, stanchezza, infiammazione gengivale, nausea, mal di testa/emicrania, gonfiore addominale. Come comportarsi con la dieta? Evitare i cibi che ne contengono di più, inserendo solo quelli con una quantità minima. Tra gli alimenti da evitare: tutti i cibi in scatola, asparagi, funghi, cipolle, spinaci, pomodori, legumi, lattuga, carote, cavoli, cetrioli, farina integrale, farina di mais, pere, prugne, uva passa, cocco, kiwi, lampone, mirtillo, uva, nocciole, mandorle, arachidi, thè, cacao.
L’intolleranza ai lieviti. I lieviti di birra o di pane utilizzati in cucina per consentire ai prodotti a base di farina, definiti “lievitati”, di incorporare aria e di diventare soffici vengono spesso mal assorbiti dall’intestino in alcuni soggetti, provocando un’intolleranza ai lieviti. Infatti, i lieviti sono dei funghi in grado di attivare la fermentazione degli zuccheri, una reazione naturale che viene utilizzata per la produzione di pane e di prodotti da forno e per la realizzazione di bevande alcoliche, come vino e birra. Nei soggetti intolleranti ai lieviti, l’intestino tende a gonfiarsi e a non metabolizzare i principi nutritivi, riscontrando disturbi gastrointestinali, episodi di diarrea, eruzioni cutanee e candida.

– Kleine-Tebbe J, Waßmann-Otto A, Mönnikes H. [Food Allergy and Intolerance : Distinction, Definitions and Delimitation]. Bundesgesundheitsblatt Gesundheitsforschung Gesundheitsschutz. 2016 Jun;59(6):705-22. doi: 10.1007/s00103-016-2356-1.

Ayurveda

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AYURVEDA

Come avrete notato, cerchiamo ogni settimana di pubblicare articoli e approfondimenti che possano esservi utili. Ci piacerebbe anche rispondere a vostre domande o curiosità, oppure se avete argomenti che vi interessano potete proporceli e cercheremo di approfondirli. Inoltre se avete esperienze personali inerenti i nostri articoli saremmo contenti di leggerle tra i commenti.

 

L’Ayurveda, un metodo per il miglioramento della qualità della vita.

“Un uomo può essere considerato sano quando la sua fisionomia è equilibrata, la digestione e il metabolismo funzionano correttamente, i tessuti e le sue funzioni escretorie sono nella norma e quando l’anima, la mente e i sensi sono in uno stato di costante felicità interiore”. Sushruta

L’Ayurveda, Ayus “vita” e Veda “conoscenza”, è la scienza della vita, la madre di tutte le arti di auto guarigione. Praticata quotidianamente in India da più di 5.000 anni studia l’aspetto fisico, mentale e spirituale dell’uomo lavorando per il miglioramento della qualità della vita.

L’Ayurveda individua cinque elementi: Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra, presenti nell’universo e che uniti tra loro, costituiscono l’insieme di ogni essere vivente. Il buon equilibrio di questi cinque elementi è indicativo del buono stato di salute nell’essere umano.

La combinazione di tali elementi dà origine ai Dosha (energie vitali) che costituiscono le parti attive del nostro corpo, ne determinano la crescita ed il decadimento e controllano tutte le funzioni psichiche e fisiche di ogni individuo.

L’Ayruveda individua tre principali Dosha che danno origine a tre principali tipi costituzionali:

Vata= Etere ed Aria

Pitta= Fuoco e Acqua

Kapha= Acqua e Terra

 È indicativo che secondo l’Ayurveda lo stato di salute non coincida semplicemente con l’assenza di malattia, ma rappresenti la condizione di equilibrio dell’uomo nella sua triplice natura fisica, mentale e spirituale affinché le funzioni fondamentali del corpo fisico, come la digestione e le escrezioni, funzionino ottimamente, i sensi siano vigili, i pensieri puri e le intenzioni rette in cui prevalga un complessivo atteggiamento ottimistico verso la vita. Diversamente, la mancanza di questo equilibrio, determinerà una disarmonia che genererà, con il passare del tempo, un malessere fisico. Un rapporto consapevole con il proprio corpo e un’attenta osservazione delle regole di prevenzione favoriscono il mantenimento di uno stato di equilibrio psicofisico grazie anche al supporto di terapie naturali e di trattamenti periodici.

Nella Tradizione Ayurvedica la pratica del massaggio ha sempre ricoperto un ruolo molto importante come mezzo per il mantenimento o il ristabilimento del benessere psicofisico.

 Il massaggio è una terapia collegata al movimento dell’energia nel corpo”.

 Il massaggio Ayurvedico apporta numerosi benefici ed è indicato per:

  • depurare e disintossicare il corpo, eliminare le tossine e tonificare la pelle rigenerando i tessuti.
  • nei disturbi reumatici e circolatori aiuta a ristabilire equilibrio nel sistema.
  • migliorare le funzioni corporee (digestione, sudorazione) ed eliminare l’insonnia.
  • rafforzare il sistema immunitario e agisce sul sistema venoso, arterioso e linfatico riequilibrando mente, corpo e spirito.
  • problemi respiratori (allergie, raffreddori)
  • problemi di sovrappeso, cellulite, accumulo di grasso e ritenzione dei liquidi
  • stato eccessivo di inerzia sia fisica che mentale, gonfiore, torpore, depressione
  • agire sul sistema nervoso e aumentare la flessibilità delle articolazioni
  • agire sugli stati di agitazione, mal di testa e l’irascibilità.

 

– Charak SamHita. Varanasi, India. Chowkhamba Sanskrit Series, 1977.

– Vikriti Vijnyana. Dottor M.N. Kudatarakar, India. Dhanvantari Prakashan, 1959.

– Madhav Nidan. Varanasi, India. Chowkhamba Sanskrit Series, 1963.

– Sushruth Samhita. Varanasi, India. Chowkhamba Sanskrit Series,1963

– Therapeutic Guide to Ayurvedic Medicine. Dottor R.R. Pathak. Nagpur, India. Baidyanath,1970.

– Basic Principles of Ayurveda. D. P. Sharma & S.K. Shastri. Patna, India. Baidyanath, 1978.

– Science and Philosophy of Indian Medicine. N. Udupa e R.H. Singh. Nagpur, India. Baidyanath, 1978.

– Ayurveda, la scienza dell’autoguarigione (titolo originale Ayurveda, the science of self-healing), Dottor Vsant Lad, edizioni il punto d’incontro

 

 

LA CELIACHIA

LA CELIACHIA

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La celiachia è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine è la frazione proteica alcol–solubile di grano, orzo e segale. Questo complesso proteico, che quindi si trova principalmente in alimenti a base di frumento come pane, pasta, pizza, biscotti e snack dolci e salati, causa una risposta infiammatoria abnorme a livello dell’intestino tenue. La risposta immunitaria genera un’infiammazione cronica che, a sua volta, danneggia i tessuti dell’intestino e porta alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento dei nutrienti. Un celiaco quindi, oltre al danno diretto, subisce un consistente danno indiretto perché non è in grado di assorbire sostanze nutritive e quindi rischia la malnutrizione. Se non è diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, la celiachia può avere conseguenze importanti, anche irreversibili, come il linfoma intestinale.

La celiachia viene nominata per la prima volta da Areto di Cappadocia, che nel 250 d.C. scriveva dei koiliakos, “coloro che soffrono negli intestini”. Nel 1856, Francis Adams tradusse questo termine dal greco all’inglese, coniando l’espressione “celiaci”. Solo nel 1945, il pediatra olandese Willem Karel Dicke identificò nella farina di frumento l’agente responsabile dei sintomi nei bambini celiaci.

La celiachia può essere identificata con sicurezza attraverso la ricerca sierologica e la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti in corso di dieta comprendente il glutine. Il tasso di diagnosi della malattia è in aumento e questo proprio per la diffusione della stessa piuttosto che per maggiore consapevolezza dei pazienti.  L’1% della popolazione mondiale soffre di celiachia, è diffusa in paesi come la Svezia e la Finlandia e anche molto in India.

La dieta aglutinata è l’unica terapia disponibile per la celiachia, va eseguita con rigore per tutta la vita. Adesso nel campo della ricerca si stanno creando delle terapie farmacologiche (testate su esseri umani) in quanto in alcuni casi la dieta non è sufficiente a contrastare la malattia.

Le persone celiache tendono anche a sviluppare malattie autoimmuni più frequentemente della popolazione generale: la tiroidite autoimmune, il lupus sistemico eritematoso, il diabete di tipo 1, epatiti, artriti. L’associazione tra queste malattie e la celiachia può anche avere una natura genetica.

Adesso qualche consiglio.

Fino a un paio di anni fa per i celiaci l’alimentazione era cosa assai complicata dentro le mura domestiche, figuriamoci nella vita sociale. Adesso la situazione si è sicuramente semplificata e anche, parlando dei ristoranti per esempio, migliorata a livello gastronomico. Inoltre esistono molti negozi esclusivamente dedicati a prodotti alimentari senza glutine. Quando si mangia fuori si “delega” ad altre persone il proprio controllo e la propria attenzione sulla preparazione degli alimenti.
Anche in questi casi è opportuno seguire alcuni accorgimenti per tutelare la propria salute, come ad esempio:

  • Presentarsi come celiaco e comunicare sempre la propria intolleranza
  • Accertarsi di non mangiare pasta senza glutine o riso cotto nell’acqua della pasta comune
  • Fare attenzione che pesce e carne non siano stati infarinati o impanati con prodotti contenenti glutine
  • Fare attenzione che cibi fritti, anche se impanati o infarinati con prodotti senza glutine, non vengano fritti in oli usati per fritture comuni
  • Diffidare di piatti contenenti salse (spesso addensate con prodotti contenenti glutine)
  • Chiedere di poter parlare con il cuoco per sciogliere eventuali dubbi

 

Al-Bawardy B, Codipilly DC, Rubio-Tapia A, Bruining DH, Hansel SL, Murray JA.

Celiac disease: a clinical review. Abdom Radiol (NY). 2017 Feb;42(2):351-360.

 

 

AGOPUNTURA E SINDROME METABOLICA

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AGOPUNTURA E SINDROME METABOLICA

Per sindrome metabolica si intende una condizione ad elevato rischio cardiovascolare, caratterizzata dalla presenza di un gruppo di fattori di rischio legati al sovrappeso e all’obesità, che aumentano cioè le probabilità di malattie cardiache ed altri problemi di salute come il diabete e l’ictus: i fattori di rischio sono comportamenti o condizioni che aumentano la probabilità di incorrere in una malattia.

I cinque fattori di rischio su cui si basa la diagnosi sono:

  • pressione alta,
  • glicemia elevata,
  • ipertrigliceridemia (trigliceridi alti),
  • bassi livelli di HDL (colesterolo buono),
  • eccesso di grasso addominale.

La sindrome metabolica viene diagnosticata quando una persona presenta almeno tre di questi fattori di rischio cardiovascolare:

  • Un largo girovita. Questa condizione è anche definita come obesità addominale: l’eccesso di grasso nella zona addominale è un fattore di rischio per le malattie cardiache più significativo rispetto al grasso in eccesso in altre parti del corpo, come ad esempio sui fianchi.
  • Un livello superiore a quello normale di trigliceridi nel sangue, un tipo di grasso presente nel sangue.
  • Un livello più basso del normale di colesterolo HDL (colesterolo buono legato alle lipoproteine ad alta densità) nel sangue. HDL è considerato colesterolo buono perché riduce le probabilità di patologie cardiache. Bassi livelli di HDL ne aumentano invece le probabilità.
  • Ipertensione arteriosa (pressione alta). La pressione sanguigna è formalizzata con due numeri, di solito scritti uno sopra l’altro o uno prima dell’altro, come 120/80. Il primo numero o quello che sta sopra, corrispondente alla pressione sistolica e misura la pressione nel sangue quando il cuore batte. Il secondo numero, o quello che sta sotto, corrispondente alla pressione diastolica e misura la pressione nel flusso sanguigno tra i battiti del cuore quando il cuore è rilassato.
  • Livelli di glicemia a digiuno più alti del normale (iperglicemia). Un livello di glicemia lievemente elevato può essere un segno di allarme precoce del diabete.

 

Quanti più fattori di rischio sono presenti, tanto maggiori saranno le probabilità di sviluppare patologie cardiache, diabete, ictus.

Trattare uno dei fattori di rischio della sindrome metabolica è già difficile, ma occuparsi di ognuno di essi potrebbe sembrare impossibile; tuttavia un cambiamento drastico dello stile di vita e, in alcuni casi, la prescrizione di farmaci sono interventi che possono incidere e migliorare tutti i fattori della sindrome metabolica e aumentare l’aspettativa di vita.

I cardini su cui impostare la terapia sono:

  • Esercizio. I medici raccomandano di svolgere dai 30 ai 60 minuti di esercizio fisico di intensità moderata al giorno, come camminare di buon passo.
  • Perdere peso. Perdere anche solo dal 5 per cento al 10 per cento del peso corporeo può ridurre i livelli di insulina e la pressione sanguigna.
  • Mangiare sano. La dieta mediterranea, come molti regimi alimentari per mangiare sano, limita i grassi non salutari a favore di frutta, verdura, pesce e cereali integrali.
  • Smettere di fumare. Fumare sigarette aumenta la resistenza all’insulina e peggiora le conseguenze sulla salute della sindrome metabolica. Parlate con il vostro medico se avete bisogno di aiuto per superare quest’abitudine.

 

L’agopuntura ha alcuni vantaggi nella prevenzione e controllo dell’obesità, in particolare l’obesità addominale.

 

Per quanto riguarda l’utilizzo dell’agopuntura per la sindrome metabolica è stato fatto uno studio controllato prospettico, randomizzato. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale al gruppo di trattamento o al gruppo di controllo. Il gruppo di trattamento ha ricevuto l’agopuntura e il gruppo di controllo ha ricevuto un’agopuntura fittizia. Sia i ricercatori che i partecipanti non erano a conoscenza a quale gruppo appartenessero.

I partecipanti al gruppo di trattamento hanno ricevuto l’agopuntura negli agopunti bilaterali di Tianshu (ST 25), Daheng (SP 15), Daimai (GB 26), Liangmen (ST 21), Zusanli (ST 36), Qihai (CV 5), Zhongwan (CV 12) e Xiawan (CV 10) sulla linea mediana ventrale del corpo.

Gli agopunti fittizi si trovano tutti a 0,5 cm accanto agli agopunti veri. L’agopuntura può ridurre principalmente la circonferenza vita nelle prime due o quattro settimane migliorando la distribuzione del grasso corporeo e può ridurre il peso dopo 8 settimane di trattamento. Lo studio, le ricerche e le casistiche nell’agopuntura dovranno sicuramente essere ampliate. Alcune limitazioni presentatesi durante lo studio come gli stili di vita dei partecipanti alle ricerche o il numero esiguo dei campioni usati saranno esplorate per fornire lezioni importanti per la ricerca futura.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5684541/

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=18&area=Malattie_cardiovascolari

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=175&area=Malattie_endocrine_e_metaboliche

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=170&area=Malattie_endocrine_e_metaboliche

DISFUNZIONE ERETTILE E AGOPUNTURA

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DISFUNZIONE ERETTILE E AGOPUNTURA

 

La disfunzione erettile (DE) è una malattia maschile, comporta che il pene, con una normale stimolazione sessuale, non possa raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente, il che rende i pazienti non in grado di vivere normali rapporti sessuali.

La DE è ormai una malattia comune, che, a causa del ritmo accelerato della vita, dell’aumento dello stress, dei cambiamenti nella dieta, nell’ambiente e nello stile di vita, ha una crescente diffusione. Secondo alcune statistiche, ci sono circa 150 milioni di uomini in tutto il mondo che soffrono di questa malattia, e costituiscono il 20% dei maschi adulti a livello mondiale. La patogenesi della malattia è legata a molteplici aspetti, le cui cause principali sono fattori psicologici, fattori organici e fattori di miscelazione psico-organici.

Tra questi, i fattori psicologici sono principalmente causati dall’emozione, dalla mente, dalla società, dal perdere il controllo del comportamento sessuale e dalla mancanza di educazione sessuale. I fattori organici sono principalmente legati a certe patologie, all’assunzione di droghe, a traumi e a interventi chirurgici. La DE non influisce solo sulla qualità della vita degli uomini, sull’armonia della famiglia, ma causa anche dolore al corpo e alla mente. Allo stato attuale, con il rapido sviluppo del materiale statistico e medico, la preoccupazione per la prevenzione e il trattamento della DE è aumentata.  Ci sono molte terapie usate per questa malattia, che sono principalmente suddivise in modi non invasivi e modi invasivi. La terapia non invasiva si basa principalmente su farmaci vasodilatatori, inibitori della fosfodiesterasi orale come trattamento principale, che ha evidente efficacia a breve termine; tuttavia, l’efficacia a lungo termine non risponde bene. Inoltre, questo tipo di terapia potrebbe portare a mal di testa, mialgie e altri effetti collaterali del dolore. È stato recentemente riportato che questo tipo di farmaco può essere associato a problemi di udito e può aumentare il rischio di grave ipotensione. Le terapie invasive includono principalmente l’iniezione intra cavernosa di farmaci vasoattivi, dispositivi di aspirazione a vuoto e l’impianto di protesi peniena. Queste terapie invasive potrebbero portare dolore e molte reazioni avverse ai pazienti. Sebbene ci siano molti metodi attualmente usati per il trattamento della DE, l’efficacia di queste terapie non è stabile, i sintomi sono soggetti a recidiva e molti pazienti raggiungono alti livelli di intollerabilità. L’agopuntura è stata ampiamente utilizzata negli studi clinici di DE negli ultimi anni in oriente. Vari studi hanno dimostrato che l’agopuntura può estendere la latenza dell’eiaculazione in una certa misura e migliorare l’afflusso di sangue nel corpo cavernoso, che potrebbe ridurre il tempo in cui il pene raggiunge l’erezione e aumentarne la durezza.

L’agopuntura vede coinvolti in questa malattia i meridiani dello stomaco, della milza e dei reni. La stimolazione dei punti terapeutici corrispondenti può svolgere il ruolo di rafforzare questi organi interni, promuovere la circolazione sanguigna e allo stesso tempo migliorare l’umore e raggiungere lo scopo del trattamento. Ci auguriamo che in futuro ci saranno studi più rigorosi per esplorare l’efficacia clinica dell’agopuntura per la DE e renderne in questo modo l’efficacia obiettiva e conosciuta.

 

Wang J, Zhou Y, Dai H, Bao B, Dang J, Li X, Wang B, Li H. The safety and efficacy of acupuncture for erectile dysfunction: A network meta-analysis. Medicine (Baltimore). 2019 Jan;98(2):e14089.

 

L’AURICOLOTERAPIA è UTILE?

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Noi utilizziamo spesso lAURICOLOTERAPIA con un buon successo per SMETTERE DI FUMARE, PER DIMAGRIRE E PER L’INSONNIA.
 
E’ una metodica delle Medicine Complementari che utilizza il padiglione auricolare a scopo diagnostico e terapeutico. Si ritiene che sul padiglione auricolare sia presente una rappresentazione delle strutture e funzioni dell’organismo. Attraverso opportune STIMOLAZIONI NON DOLOROSE, in abbinamento con trattamenti convenzionali, si possono anche TRATTARE con successo varie patologie tra cui L’INSONNIA, IL DOLORE CRONICO E ACUTO.
 
Vieira A et al. “Does auriculotherapy have therapeutic effectiveness? An overview of systematic reviews”. Complement Ther Clin Pract. 2018 Nov;33:61-70.

La moxibustione nel feto mal posizionato.

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Articolo molto interessante. Abbiamo avuto vari casi di donne in gravidanza con feto podalico e dopo trattamento di moxa corretto posizionamento.

La moxibustione è un metodo di trattamento tradizionale cinese, che utilizza il calore generato dalla combustione di preparati a base di erbe contenenti la pianta Artemisia vulgaris.   In particolare si stimola il punto di agopuntura Zhi-Yin o punto finale del meridiano della vescica (BL67).

Il tasso di successo riportato è intorno all’84,6% dopo la 34esima settimane di gestazione.

L’incidenza della presentazione podalica è di circa il 20% a 28 settimane.  In verità la maggior parte dei feti gira spontaneamente, con un’incidenza a termine del 3-4%.

La moxibustione è economica, sicura, semplice, auto-somministrabile, non invasiva, indolore e generalmente ben tollerata.

Sebbene molti studi riportino risultati incoraggianti sull’uso della moxibustione nel mal posizionamento fetale, una conclusione definitiva non può essere fatta in quanto la maggior parte di questi coinvolge campioni di piccole dimensioni e studi non randomizzati.

Indubbiamente le future ricerche dovranno essere di qualità migliore ma la moxibustione potrebbe essere comunque un’opzione terapeutica in più da offrire alle donne con feto mal posizionato laddove un parto spontaneo sarebbe difficoltoso e sarebbero necessari procedure più costose e rischiose come un taglio cesareo oppure una manovra di versione cefalica esterna.

Ewies A, Olah K. Moxibustion in breech version–a descriptive review. Acupunct Med. 2002 Mar;20(1):26-9. Review. PubMed PMID: 11926602.