Probiotici e ansia

I probiotici sono dei batteri buoni che vivono nel nostro intestino. Il termine probiotico deriva dal greco e significa letteralmente “a favore della vita” e a tutti gli effetti sono considerati degli organismi vivi che fanno bene alla salute se introdotti nelle giuste quantità. Possiamo trovarli già bilanciati in comode compresse, in numerosi integratori, ma sono presenti anche in molti alimenti.
Intuitivamente i probiotici sono sempre stati associati al buon funzionamento dell’intestino e utilizzati in gran parte per la cura di malattie direttamente ad esso collegate. Recentemente, tuttavia, stanno fiorendo gli studi che dimostrano l’importanza centrale dell’intestino anche in altri ambiti, arrivando a definirlo addirittura come “secondo cervello”. Sembra infatti che l’intestino sano produca la quasi totalità di serotonina, il cosiddetto ormone della felicità. La diminuzione di questa sostanza è strettamente legata a disturbi come ansia e depressione, per i quali i probiotici potrebbero dunque rivestire un ruolo cruciale.
Ovviamente l’ansia non dipende soltanto dall’equilibrio della flora batterica intestinale, ma da moltissime variabili di tipo fisico e mentale. Tuttavia la salute dell’intestino è cruciale per il benessere dell’intero organismo: squilibri nella flora batterica abbassano le difese immunitarie, innescano processi di infiammazione, ostacolano l’assorbimento dei nutrienti e indeboliscono corpo e mente. Se l’intestino non funziona bene, non produce abbastanza serotonina e questa carenza apre le porte all’ansia.
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Messaoudi. M et al. 2011

Studio di 30 giorni su uomini con disturbi di ansia con somministrazione di probiotici e placebo. I pazienti con somministrazione probiotica hanno ridotto i sintomi di ansia dopo 24 ore.

Colica C et al. 2017

Questo studio si è dedicato a mettere in correlazione il microbiota intestinale, l’obesità e i disturbi legati all’ansia. Tuttavia questo tipo di studio richiederà un periodo più lungo di sperimentazione e su una popolazione più ampia.

Mangiola et al 2016

Lo studio è stato svolto sui ratti. La somministrazione di diversi probiotici e una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi ha portato una notevole influenza sul comportamento ansiolitico dei ratti.